Diventare il nemico

In un discorso tenuto la sera del 10 giugno 1940, il dittatore italiano Benito Mussolini annunciò agli astanti che la dichiarazione di guerra era stata consegnata ai governi di Gran Bretagna e di Francia. Nel giro di pochi minuti, la notizia giunse al Primo Ministro canadese Mackenzie King. Ben presto fu dato ordine alla Reale Polizia Canadese a Cavallo (RCMP) di arrestare «persone da nazionalità e origini italiane che possano essere… in grado di commettere sabotaggi e altre azioni a detrimento del [Canada] in caso di guerra con l'Italia».(Norman A. Robertson, Ministero degli Affari Esteri, a Ernest Lapointe, Ministro della Giustizia, 29 maggio 1940, Library and Archives Canada) Si parla di persone nate in Italia e residenti in Canada appartenenti al Fascio.

La decisione di Mussolini di scendere in guerra al fianco della Germania ebbe molte ripercussioni sugli italocanadesi. Oltre agli arresti di massa e agli internamenti, molti altri ricevettero la designazione di stranieri nemici, subirono la perdita del lavoro, vandalismi, offese e violenze. Le famiglie degli internati dovettero affrontare l'assenza del padre. Nella maggior parte dei casi, questo causò grandi difficoltà.

 

Arresti di massa

Entro mezz'ora dal discorso di Mussolini, i corpi di polizia federali, provinciali e municipali furono mobilitati e iniziarono a effettuare arresti in tutto il paese. Persone sospette furono arrestate al lavoro, e le loro case messe a soqquadro dagli agenti alla ricerca di prove.

Una volta tratti in arresto, gli italocanadesi furono portati nelle locali prigioni in attesa del trasferimento nei campi d'internamento. Molti non avevano idea del motivo per cui si trovavano in quella situazione. Nessuno disse loro cosa stava per succedere.