Riparazioni e scuse

Le richieste di riparazioni hanno suscitato controversie tra gli italocanadesi. Alcuni ritengono che la comunità italocanadese dovrebbe ricevere un risarcimento, o quanto meno scuse ufficiali da parte del primo ministro in una seduta della Camera dei Comuni. Altri pensano che sia troppo tardi per le scuse, dato che la maggioranza degli internati e degli stranieri nemici è già morta.

Le richieste di riparazioni iniziarono subito dopo la guerra. Ex internati di Hamilton e Montreal chiesero al governo canadese di venire risarciti per mancati introiti, mancati affari e danni morali. Le richieste non furono accolte.

Nel gennaio del 1990, il Congresso Nazionale degli Italocanadesi (NCIC) pubblicò un opuscolo chiedendo al governo canadese di risarcire gli internati italiani ove possibile. L'organizzazione chiese anche che il governo si scusasse con gli italocanadesi per il trattamento loro riservato durante gli anni dell'internamento. Nello stesso anno, il Primo Ministro Brian Mulroney formulò le sue scuse a un ricevimento tenuto a nord di Toronto.

Nel bilancio federale 2005 del Primo Ministro Paul Martin, il governo canadese stanziò $25 milioni per le richieste di varie comunità che chiedevano risarcimenti per internamento, confisca di beni e alienazione. Il programma si chiamava Riconoscimento, Commemorazione ed Educazione (Acknowledgement, Commemoration and Education; ACE). Non si trattava delle scuse formali che molti desideravano, né risarciva le famiglie colpite. Il fondo era designato principalmente per iniziative educative. Quando salì al governo il Primo Ministro Stephen Harper, nel 2006, sostituì il programma ACE con il Programma di Riconoscimento Storico delle Comunità (Community Historical Recognition Program; CHRP), creato per distribuire formalmente somme di denaro a iniziative comunitarie.

Nel 2009 Massimo Pacetti, parlamentare liberale per il collegio di Saint Léonard-Saint Michel, presentò alla Camera dei Comuni la proposta di legge C-302. La proposta prevedeva la creazione di una fondazione per lo sviluppo di materiali didattici sulla storia italocanadese, da usarsi nelle scuole e nei centri culturali, e l'emissione di un francobollo commemorativo. La proposta di legge C-302 non completò l'iter necessario a diventare legge.

 

Considerazioni

•  Il periodo dell'internamento costituisce un episodio poco noto della storia canadese, persino nell'ambito della comunità italocanadese. Anzi, la maggioranza degli italocanadesi di oggi ha ricordi di famiglia del tempo di guerra ben diversi. Ricordano il servizio nelle forze armate italiane, compresa la prigionia in campi britannici; rastrellamenti tedeschi e occupazione, bombardamenti alleati, azioni di resistenza, come pure fame e privazioni. Per la maggior parte degli italocanadesi, quanto accadde in Canada non fa parte della storia “personale”.

•  Nel 1940, la comunità italiana di Montreal era la maggiore del paese e fu la più colpita dagli internamenti e dalle designazioni del tempo di guerra. Montreal è oggi seconda alla comunità italiana di Toronto, in larga maggioranza costituita da immigrati nel dopoguerra. Di conseguenza, la voce della comunità di Toronto, coi suoi interessi e le sue necessità, è quella che si sente più spesso in pubblico.

•  La comunità italocanadese postbellica non ha assorbito l'internamento come parte della propria storia. Sebbene molto lavoro di pregio sia stato fatto negli anni Novanta, non ha attecchito. Non vi è stato un autentico dialogo, il che ha impedito alla comunità di spingere il proprio punto di vista in modo coerente nei confronti del governo e del pubblico canadesi.